Lorenzo da Bologna: architetto pioniere

Una figura molto interessante, ma altrettanto sottovalutata, nel panorama dell’architettura veneta tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo è Lorenzo da Bologna. Per questo importante architetto l’attributo sicuramente più centrato è quello di “pioniere” dell’architettura rinascimentale veneta. Il Veneto, infatti, almeno nel suo entroterra, infatti l’ambiente lagunare ha una trattazione a sé stante, vive ancora alla fine del XV secolo di modelli artistici e architettonici legati allo stile gotico. Lorenzo da Bologna, come suggerisce il suo nome, è di origine emiliana ed è proprio questa provenienza che permette al nostro architetto di cogliere la lezione architettonica toscana, che all’inizio del ‘400 era stata sviluppata da Filippo Brunelleschi e trasmigrarla, anche attraverso una commistione con lo stile emiliano/ferrarese del Rossetti, nell’entroterra veneto, particolarmente nel padovano, a partire dalla seconda metà del XV secolo.

tempio-di-santa-corona

Uno dei primi interventi di Lorenzo da Bologna in area veneta è da collocarsi nella chiesa di Santa Corona (foto sopra) a Vicenza, città nella quale era già attivo da alcuni anni, intorno al 1481. I lavori per Santa Corona sono di ampliamento e prevedono la possibilità di integrare le preesistenze gotiche al nuovo stile tendenzialmente rinascimentale. Lorenzo lavora molto sul tema dell’integrazione e agisce come da collante tra la vecchia architettura e quella nuova. La sua firma più evidente è il catino absidale a conchiglia, una forma nuova che però riprende il sistema costolonato gotico, ancorando la nuova struttura alla preesistenza che l’accoglie.

Stesso lavoro sulle preesistenze è operato da Lorenzo da Bologna nella Basilica del Carmine a Padova, della quale ho già avuto modo di trattare in uno dei primi articoli di Artèpassione.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Il sistema a cappelle estradossate, che tanto caratterizza il profilo esterno della Basilica del Carmine a Padova, riprende i progetti non eseguiti per Santo Spirito a Firenze di Brunelleschi. Lorenzo lega abilmente le cappelle così innovative alla tradizione architettonica locale di stampo gotico, inserendole nella cornice di grandi arconi, che riprendono il sistema della facciata della chiesa degli Eremitani, ancora una volta, a Padova. La sagrestia del Carmine, ha riferimenti più chiari e puliti al Brunelleschi: nella sua struttura di ambiente quadrangolare con scarsella richiama le forme di architetture fiorentine, come la Sagrestia vecchia di San Lorenzo o la Cappella de’Pazzi. Il motivo a conchigli del catino absidale della scarsella è, di nuovo, la firma di Lorenzo alla sua opera.

A proposito di motivo a conchiglia come marchio di Lorenzo da Bologna, è sicuramente da portare in rilievo la bellissima architettura, elevata ed elegante della Cappella del Sacramento nel duomo di Montagnana, nella provincia di Padova sulla strada per Mantova.

Duomo2.jpg

In questa superba cappella, la decorazione a conchiglia propria di Lorenzo da Bologna sembra abbandonare l’influsso gotico del costolonato, al fine di svolgersi esclusivamente nella nuova maniera rinascimentale che, grazie a lui, comincia a interessare in modo più vasto l’architettura dell’entroterra veneto, che con qualche anno di scarto entra finalmente, sulla fine del XV secolo, nell’Età del Rinascimento.

Angelo Bartuccio

Riproduzione riservata

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...