Tommaso Temanza: la nuova architettura sulle orme del passato

Tommaso Temanza non è di certo uno dei più famosi architetti italiani, eppure a Venezia, sua città natale, rappresenta uno dei personaggi più importanti nel panorama architettonico urbano della seconda metà del XVIII secolo. Egli non è solo un architetto nella pratica, ma come aveva fatto Vasari nelle sue Vite”, egli scrive, da teorico dell’architettura qual è, un testo fondamentale sulla vita e le opere dei maggiori architetti veneziani, dedicando, poi, un intero volume a Palladio. Temanza è fin da giovane educato all’architettura, suo zio è infatti Giovanni Antonio Scalfarotto, altro architetto e autore dei progetti per la chiesa di San Simeon piccolo a Venezia, edificio quest’ultimo con il quale il nostro si misurerà molto. Punto di riferimento fondamentale nella vita di Tommaso Temanza sembrano essere l’architettura antica, che conosceva grazie ai sopralluoghi che da giovane aveva fatto con lo zio, e Palladio in tutto il suo rinascimentale classicismo. Punto di riferimento fondamentale era per lui la chiesa del Redentore a Venezia, che Palladio aveva progettato nel 1577 e che sarà il più grande spunto all’attività di architetto operante del Temanza.

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Chiesa del Redentore (facciata vista dalla Giudecca)

Oggi sono due gli edifici progettati da Tommaso Temanza che vorrei portare alla vostra attenzione. Il primo è la chiesa di Santa Maria Maddalena a Venezia, iniziata nel 1763 in sostituzione a una più vecchia chiesa con la stessa dedicazione in un piccolo campo nei pressi dell’attuale Strada Nuova.

La chiesa è sicuramente stupefacente nelle sue forme architettoniche davanti al panorama costruito tipicamente veneziano e rappresenta la prima spinta verso il neoclassicismo di una città ancora, troppo, legata alla tradizione barocca. Questa novità non passo inosservata ai contemporanei che molto la criticarono, tranne alcuni, come Gian Giacomo Gaspari, che ne riconobbe le qualità e il nuovo stile. La chiesa si presenta come un misto di citazioni dall’antico e da Palladio, fatte convergere tutte in un unico punto. Il materiale bianco e i fusti lisci delle colonne sono sicuramente palladiani, come anche l’articolazione della facciata che a sua volta riprende, in modo semplificato il Pantheon. Infatti, del grande edificio antico riporta il corpo quadrangolare sommitale e l’idea di colonnato anteriore, che per motivi di spazio non è  avanzato come nel Pantheon, ma abbattuto in facciata come nelle chiese palladiane, che però presentavano un’intersezione di ordini qui mancante. Naturalmente, anche la forma circolare cupolata è un chiaro riferimento al Pantheon, come se ne fosse una miniatura. L’interno si presenta molto semplice e riflette l’esterno, con colonne e nicchie a inframezzarle, tutto rivestito di marmi bianchi. L’abside si trova all’interno di una piccola scarsella, che appare come staccata dal corpo principale di fabbrica. Molto interessante è anche il triangolo con occhio e cerchi che appare al centro della facciata, alcuni lo ritengono un elemento massonico o collegato all’ordine templare a cui apparteneva la famiglia Baffo.

 

Altro interessante edificio progettato dal Temanza è l’Oratorio di Santa Margherita a Padova; sito nella centralissima e strettissima via San Francesco, presenta una facciata semplice e slanciata, ma difficilmente osservabile, in ogni caso Temanza si mantiene coerente ai suoi modelli e realizza un’opera di assoluta eleganza formale.

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Come dicevo, la facciata si presenta slanciata grazie anche alle statue poste in cima. Il modello è sempre lo stesso, il Pantheon e Palladio, anche se la forma ad aula tradizionale non nobilita il contrasto dell’attico quadrangolare in facciata, come invece faceva nella circolare Maddalena. Le colonne corinzie dai fusti lisci, così come quelle di Palladio, sembrano fingere un porticato anteriore, che però rimane schiacciato a parete. Interessante è un’altra soluzione, anch’essa palladiana, quella di porre le colonne della facciata sopra dei grandi plinti, non staccati, ma unici per ogni coppia di colonne.

Spero che l’articolo sia stato di vostro gradimento. In questo caso si tratta di una specifica su un determinato architetto, ma se siete interessati alla lettura di alcune derivazioni architettoniche dal Pantheon leggete anche l’articolo: Pantheon…tempio di tutti gli architetti.

Angelo Bartuccio

Riproduzione riservata

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