Giocata a carte

Uno dei mezzi principali di aggregazione è sicuramente il gioco e particolarmente nel periodo natalizio, ma anche nel resto dell’anno, il gioco delle carte attira migliaia di persone attorno a un tavolo per divertirsi che dei rettangolini di carta con strane figure e simboli sopra. Ho trovato interessante documentarmi sull’origine del gioco delle carte e ho scoperto una storia antica, che ci riporta alla fine del XIV secolo.

Carte-arabe-antiche

Per quanto secondo alcuni documenti del tardo Seicento le carte da gioco siano state inventate in Cina nell’XI secolo, il loro avvento in Occidente lo si deve quasi certamente agli arabi, che chiamavano tale gioco “Naib “, che le importarono in Spagna sul finire del Trecento. La loro diffusione avviene precocemente anche in Italia dove è testimoniata in alcuni scritti viterbesi e fiorentini. Come in Italia, la diffusione delle carte da gioco fu capillarmente recepita in tutta Europa: se ne ha infatti testimonianza in documenti francesi e tedeschi degli anni settanta del Trecento.

xvisecolo

Interessante e di carattere più esoterico è il corpus dei tarocchi: si compone solitamente di Settantotto carte e furono introdotti a partire dall’Italia settentrionale alla metà del XV secolo, quindi circa un secolo dopo le carte da gioco. Esempi di mazzi di questo periodo sono il “Tarocco di Lombardia”, il “Tarocco di Venezia”, il “Tarocchino di Bologna” e le “Minchiate di Firenze” Molto caratteristici sono i cosiddetti “Tarocchi del Mantegna”, facendo riferimento al grande artista padovano Andrea Mantegna, ma che a seguito di alcuni studi non sono riconducibili direttamente alla sua persona, ma ad artisti vicini alla sua scuola. Si tratta di un gruppo di carte dei tarocchi incise su rame e poi stampate, divise in cinque sezioni: le condizioni umane, Apollo e le muse, arti e scienze liberali, principi cosmici e virtù cristiane, pianeti, sfere celesti e Dio. Ogni carta si presenta quasi interamente figurata, tranne che nella parte inferiore dove è riportato il nome della carta e il suo numero sequenziale nel mazzo.

tarot-mantegna.jpg

Da gioco popolare o secondo alcuni studiosi di origine fanciullesca (si ritiene, infatti, che i Naibi fossero delle figurine illustrate per bambini durante la dominazione araba dell’Italia Meridionale), il gioco delle carte divenne molto rapidamente molto amato nelle corti rinascimentali in giro per l’Europa e particolarmente in Italia, dove tra tarocchi e carte da gioco, vi sono esemplari molto ricchi, con laminature in oro e decorazioni molto dettagliate. A tal riguardo particolarissimi sono i mazzi da tarocchi Brera-Brambilla e Visconti-Sforza, realizzati nella prima metà del Quattrocento all’interno degli ambienti cortesi dell’Italia settentrionale.

Fin dalla loro introduzione, le carte da gioco diedero sfogo a una serie di provvedimenti normativi emanati in tutta Europa, al fine di limitarne l’uso. Le normative erano inizialmente sporadiche, ma si fecero ben presto pressanti e ordinarie, anche sotto l’influsso di dettami religiosi, come quelli contro il gioco delle carte fatto da Bernardino da Siena a Bologna, dove questi definì le carte da gioco “opus diaboli”. Fin da subitole carte, oltre a essere proibite dalla giurisdizione statale, venivano tassate nella loro produzione dallo Stato stesso; tale pratica è rimasta invariata in molti posti fino ad oggi, anche in Italia, dove la loro tassazione di tipo proporzionale all’utilizzo comune delle varie carte, è stabilita in modo fisso da un Regio Decreto del 1923.

Oggi l’Italia è un Paese dove si gioca molto a carte, con mazzi dalle più svariate decorazioni e nomenclature. Le più famose sono certamente le piacentine e le napoletane, ma ci sono anche le siciliane, le bolognesi, le bergamasche e le trevigiane, quest’ultime meno note fuori dall’area veneta, presentano una decorazione molto complicata, ma veramente affascinante (vedi immagine sotto).

500px-Carte_trevisane

Spero che questo breve articolo sia stato di vostro gradimento e che possiate ricordare, la prossima volta che giocherete a care, di star tenendo in mano un mazzetto di piccole opere d’arte dalla storia antica e complessa.

Angelo Bartuccio

Riproduzione riservata

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...