La sezione aurea

Uno dei temi tecnici forse più affascinanti e che permea per un lunghissimo periodo, fin dall’antica Grecia, la storia dell’arte, riguarda un rapporto di tipo matematico: la sezione aurea, che portò, fin dagli albori dell’arte, alla definizione di un preciso canone estetico.

Matematicamente parlando, la sezione aurea è definibile dividendo un segmento in due parti (una maggiore (a) e una minore (b)) tali che il rapporto fra il segmento intero (c) e la maggiore sia uguale al rapporto fra la maggiore e la minore. Questo rapporto è il numero aureo, detto anche “numero di Fidia”: il suo valore è indicativamente pari a 1,618.

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Volendo fare un esempio pratico, che tutti possiamo sperimentare a casa con il proprio corpo, un metro e una calcolatrice, sarà utile misurare prima la lunghezza del vostro braccio (dalla spalla alla punta del dito medio) e dividere il risultato per la lunghezza che c’è tra il gomito e il polso (all’attaccatura con la mano); il risultato dovrebbe avvicinarsi a un numero simile a 1,618…non resta che provare!

Il rapporto aureo non è soltanto un esperimento matematico, ma rappresenta il modo in cui tante cose in natura si manifestano: ad esempio tale numero aureo ricorre nelle fasi cardiache di sistole e diastole, oppure la forma delle galassie o le conchiglie di alcuni molluschi si dispongono, naturalmente, secondo una spirale dipendente dal rapporto aureo. La sezione aurea è quindi un fatto totalmente inserito e rappresentato dalla natura, la stessa da cui traggono ispirazione la maggior parte degli artisti.

La storia dell’arte moderna, soprattutto pittorica, è piena di utilizzi della sezione aurea nella definizione, secondo un canone estetico, delle parti di un dipinto. Uno dei più grandi maestri dell’applicazione pittorica della sezione aurea è senza ombra di dubbio Piero della Francesca. Un’opera di Piero che rappresenta perfettamente il concetto di sezione aurea è sicuramente il “Battesimo di Cristo” della prima metà del XV secolo conservato oggi presso la National Gallery di Londra.

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Nel dipinto l’albero in primo piano serve a dividere il piano pittorico in due parti, di cui la minore (b nella spiegazione precedente) è quella a sinistra con i tre angeli; mentre il segmento maggiore (a nella spiegazione precedente) è la parte di quadro a destra dove avviene la scena principale del battesimo di Cristo. Non solo il battesimo di Cristo di Piero della Francesca utilizza questo espediente, che aiuta nella comprensione estetica dell’opera, ma anche un’altra opera del maestro di Sansepolcro: “La flagellazione di Cristo” del 1453 conservate presso la Galleria Nazionale delle Marche di Urbino.

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Anche in questo caso, come nel quadro precedente, la colonna anteriore destra dell’edificio entro il quale Cristo è flagellato, divide il dipinto ancora una volta in due segmenti posti in rapporto tra loro: il maggiore con la scena della Flagellazione e il minore con i tre uomini che discutono tra loro.

Sperando che questo articolo sia stato di vostro interesse, vi invito a fare attenzione all’utilizzo della sezione aurea nei vostri dipinti preferiti.

Angelo Bartuccio e Damiano Vinciarelli

 

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