Cartoline dall’arte

Venezia ha sempre un’atmosfera un po’malinconica: decadente e gloriosa allo stesso tempo. Mi trovo spesso in questa città per motivi di studio, ma a volte da solo o in compagnia di un amico è bello prendersi del tempo per perdersi tra le sue calli. Oggi la giornata non era delle migliori, una fitta nebbia copriva tutto e un forte acquazzone ci ha sorpresi per strada. La città, immersa nella nebbia, sembra come voler chiedere un silenzio irreale per farsi contemplare al meglio. Appena usciti dalla stazione di S. Lucia, il panorama è sempre mozzafiato: quella scalinata marmorea, scura e quadrata si apre come una gradinata di un antico teatro al quale è rimasta applicata la scenografia di un’opera passata. Davanti a noi si apre il bel Canal Grande incorniciato sullo sfondo dall’imponente mole della chiesa di San Simeon piccolo, la cui cupola verdognola si perde, in queste giornate, nella nebbia. Svoltando a destra si intraprende la grande strada che attraverso un tortuoso e lungo percorso conduce fino al ponte di Rialto e a Piazza San Marco. Poco dopo la stazione, sulla destra, si apre “Campo San Geremia”, con l’omonima chiesa nel quale sono custodite le presunte reliquie della Santa siracusana Lucia. Nello stesso campo si affaccia il superbo Palazzo Labia, attuale sede della RAI in Venezia; al suo interno, nascosti agli occhi di turisti e curiosi, stanno i meravigliosi affreschi del Tiepolo rappresentanti il “Banchetto nuziale di Antonio e Cleopatra” dove il meraviglioso uso della prospettiva, finge uno spazio allargato oltre la fisicità delle pareti reali.

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Superato Campo San Geremia, ci si inoltra lungo il percorso dello stradone principale fino a Campo Santi Apostoli dove, con una facciata modestissima, si impone l’omonima chiesa all’interno della quale è possibile vedere la “Cappella Corner” con i monumenti funebri ad opera di Tullio Lombardo e una bella pala d’altare dedicata a S. Lucia di Giambattista Tiepolo. Da Campo Santi Apostoli, abbandono la strada principale per immergermi nella Venezia più vera, quella delle calli strettissime dove bisogna attendere il proprio turno per passare, come in un senso unico alternato. Lungo il tortuoso percorso si aprono piccoli campielli con i caratteristici pozzi e dopo una serie, che sembra infinita, di piccole calli si apre quasi per magia il bellissimo Campo Santa Maria Nova con la stupenda abside della Chiesa della Madonna dei Miracoli sullo sfondo. Questa chiesa è preziosa tanto esternamente quanto internamente, è come un piccolo scrigno di marmo che contiene piccoli gioielli come le sculture di Tullio e Pietro Lombardo o piccoli dipinti del Campagnola.

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Sulla sinistra del campo si trova la “Libreria Miracoli” di Claudio Vascon, un luogo a cui sono particolarmente affezionato e che qualche tempo fa mi fece scoprire Davide, che oggi mi ha accompagnato in questa piacevole passeggiata. La libreria di Claudio è il perché del titolo di questo articolo, infatti, vende una serie di stampe e cartoline riproducenti quadri, manifesti pubblicitari e opere più o meno famose; ne ha tantissime ed è sempre un piacere per me perdermi tra tutte quelle belle immagini che assumono un senso estetico particolare nella splendida cornice di Campo Santa Maria Nova.

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Mi piacerebbe concludere la mia passeggiata in uno dei campi a parer mio più belli di Venezia: Campo San Giovanni e Paolo con la splendida e omonima chiesa eretta tra il XII e il XIII secolo e chiamata dai Veneziani: San Zanipo. Nel Campo troneggia anche la bellissima statua equestre di Bartolomeo Colleoni, potente comandante delle milizie venete del XV secolo, opera di Andrea del Verrocchio. Sul Campo si apre anche la superba facciata marmorea della Scuola Grande di San Marco, un tempo sede dell’omonima e potente confraternita, a seguito delle soppressioni napoleoniche divenne, nel 1807, sede dell’ospedale, ruolo che mantiene ancora oggi. La grande sala d’ingresso colonnata fa percepire subito la potenza e l’importanza della confraternita legata alla scuola, essa fu anche committente del bellissimo “Trafugamento del corpo di San Marco” del Tintoretto, oggi alle Gallerie dell’Accademia, ma un tempo esposto nella sala capitolare della scuola. Fa molta impressione vedere come un edificio dall’invidiabile bellezza come la Scuola Grande di San Marco, serva oggi da ospedale civile; rappresenta forse uno degli esempi migliori di coesistenza o meglio di fusione di arte e quotidianità…vale una visita, si spera solo turistica!

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La mia passeggiata veneziana si conclude qua per ora. Venezia è una città di cui non serve sottolineare l’unicità e la sconvolgente bellezza; mi auguro riesca a farvela vivere un po’ più dall’interno, perché è così che è diventata per me “L’arte di ogni giorno”.

Angelo Bartuccio

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2 pensieri riguardo “Cartoline dall’arte

  1. Grazie per questa meravigliosa passeggiata che ho vissuto con la tua descrizione, spesso vado a Venezia per perdermi nei sui scorci e ogni volta qualcosa da scoprire, vorrei leggerti ancora per passeggiare nella storia che tu conosci

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    1. Grazie a te Annagiulia per avermi voluto seguire in questa camminata veneziana. Venezia è una città unica che per ragioni di studio vivo sempre più dall’interno. Spero di riuscire a raccontarti la mia Venezia e a farti venire voglia di accompagnarmi nelle prossime passeggiate veneziane. Grazie ancora!

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